INNO DI MAMELI
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L'inno |
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![]() La cultura di Mameli è classica e forte è il richiamo alla romanità. È di Scipione l'Africano, il vincitore di Zama, l'elmo che indossa l'Italia pronta alla guerra
In questa strofa, Mameli ripercorre sette
secoli di lotta contro il dominio straniero. Anzitutto,la battaglia di
Legnano del 1176, in cui la Lega Lombarda sconfisse Barbarossa. Poi,
l'estrema difesa della Repubblica di Firenze, assediata dall'esercito
imperiale di Carlo V nel 1530, di cui fu simbolo il capitano Francesco
Ferrucci. Il 2 agosto, dieci giorni prima della capitolazione della
città, egli sconfisse le truppe nemiche a Gavinana; ferito e catturato,
viene finito da Fabrizio Maramaldo, un italiano al soldo straniero, al
quale rivolge le parole d'infamia divenute celebri "Tu uccidi un uomo
morto" Ogni squilla significa "ogni campana". E la sera del 30 marzo 1282, tutte le campane chiamarono il popolo di Palermo all'insurrezione contro i Francesi di Carlo d'Angiò, i Vespri Siciliani. |
Fratelli d'Italia L'Italia s'è desta, Dell'elmo di Scipio S'è cinta la testa. Dov'è la Vittoria? Le porga la chioma, Ché schiava di Roma Iddio la creò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. Noi siamo da secoli
Uniamoci, amiamoci,
Dall'Alpi a Sicilia
Son giunchi che
piegano
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La Vittoria si offre alla nuova Italia e a Roma, di cui la dea fu schiava per volere divino. La Patria chiama alle armi: la coorte, infatti, era la decima parte della legione romana
L'Austria era in declino (le spade vendute sono le truppe mercenarie, deboli come giunchi) e Mameli lo sottolinea fortemente: questa strofa, infatti, fu in origine censurata dal governo piemontese. Insieme con la Russia (il cosacco), l'Austria aveva crudelmente smembrato la Polonia. Ma il sangue dei due popoli oppressi si fa veleno, che dilania il cuore della nera aquila d'Asburgo. |